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AFRICA/ZIMBABWE - Lo Zimbabwe guarda avanti; I Vescovi: “Includere tutti nel rilancio della nazione"

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Posted on: 12/08/17
Harare - "La situazione è tornata alla normalità e il clima è sereno. La popolazione è contenta di avere un nuovo Presidente” dice all’Agenzia Fides fratel Alfonce Kugwa, Coordinatore Nazionale della Commissione per le Comunicazioni Sociali della Conferenza Episcopale dello Zimbabwe, a una ventina di giorni dall’insediamento di Emmerson Mnangagwa, come Presidente ad interim, dopo le dimissioni di Robert Mugabe . Il 4 dicembre si è insediato il nuovo esecutivo.
“Il nuovo governo sta focalizzando la sua azione sulla preparazione delle elezioni generali del prossimo anno e soprattutto sul rilancio dell’economia. La popolazione ha disperato bisogno di una forte ripresa economica e della creazione di nuovi posti di lavoro. Per questo il governo sta cercando di attrarre investimenti internazionali” dice Fratel Alfonce.
Nella Lettera Pastorale pubblicata domenica 26 novembre, i Vescovi dello Zimbabwe, nel ringraziare la popolazione per la transizione pacifica, hanno lanciato un appello per la costituzione di una National Envisioning Platform che “catturi le aspirazioni di tutti i settori della società”. Dopo aver premesso che “il nostro desiderio come Pastori è di vedere la società dello Zimbabwe vivere in armonia, giustizia e pace in uno Stato democratico e prospero”, i Vescovi affermano che “la Chiesa insieme ad altri portatori di interessi nel settore pubblico e privato, può creare una National Envisioning Platform come spazio inclusivo per permettere agli abitanti dello Zimbabwe di tutti i ceti sociali di contribuire alla transizione democratica verso il progetto "Zimbabwe We Want", un programma ecumenico lanciato nel 2006”.
Il manifesto "Zimbabwe We Want" è stato prospettato dalla Conferenza Episcopale dello Zimbabwe, dall’Evangelic Fellowship of Zimbabwe e dal Zimbabwe Council of Churches. “Lo Zimbabwe che vogliamo - si legge nel documento di presentazione - è caratterizzato dalla democrazia e dalla partecipazione democratica, costruito sulla premessa che i suoi cittadini, quali siano le diversità di colore della pelle, la provenienza etnica, lo status economico o sociale, il sesso, le convinzioni religiose o politiche, sono uguali e devono avere le stesse opportunità di partecipare alla definizione del nostro destino collettivo. Le nostre differenze sono una fonte di arricchimento per la nazione perché offrono l’opportunità di guardare le problematiche da prospettive diverse”.
Secondo Fratel Alfonce “la popolazione nell’immediato è interessata più che alla democrazia, alla creazione di posti di lavoro tramite l’apertura di nuove aziende”.



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